NeapolisMarathon

articolo nel cassetto

Oltre la linea dell’arrivo

Quando qualcuno mi chiede “perché corri?”, una delle risposte in cima alla mia classifica è “per gareggiare”.
Lungi da me competere con le top runner: il loro passo medio che non arriva al 4 al chilometro è sull’olimpo dell’ammirazione irraggiungibile.
Ma, nei limiti delle mie possibilità, mi piace mettermi in gioco, cercare di alzare l’asticella, vivere l’adrenalina dello start e la gioia dell’arrivo. La gara per me è l’obiettivo, il giorno che dà senso e attorno a cui ruota tutto: allenamenti, albe, pioggia, freddo, sudore.
Poi ogni tanto mi capita di conoscere persone che si allenano, corrono anche tutti i giorni, ma alla domanda – che a me sembra ovvia – “che gara stai preparando”, mi rispondono “noooo, io non gareggio!”

E allora mi sembra ogni volta di entrare a tentoni nella terra dell’ignoto, in cui mi sforzo di andare oltre il mio orizzonte alla ricerca di nuovi sensi diversi dal mio: in quale altro scopo si può trovare la motivazione, la voglia di riallacciarsi le scarpe e affrontare la strada, e rifarlo domani, dopodomani e per altri infiniti domani?
Forse è nello scambio di idee con questi runner “non competitivi” che si riesce davvero a toccare con mano la forza dirompente con cui la corsa può entrarti dentro.
Se inizi, non riesci più a smettere. Diventa una dipendenza positiva che è una fetta della tua vita: se ci rinunciassi sarebbe come tagliare fuori dalle tue giornate l’amico di sempre, la persona più inseparabile che sa tutto di te e ti ha visto ridere, piangere, cadere, ricominciare daccapo.

Se il calendario gare non è una dimensione che ti appartiene – o che non ti appartiene “più”, nel caso di quelli che correvano forte e hanno deciso di ritirarsi dalle gare perché non riescono più a tenere “i tempi di una volta” – allora significa che è possibile correre anche “solo” per sentirsi bene, per trovare un equilibrio, per guarire, cercare soluzioni, ritrovare la pace con se stessi e avere più pazienza col resto del mondo. O magari per conoscere persone. O per non conoscerne affatto, ritagliandosi la propria ora di silenzio nel caos della giornata.

E tu, perché corri? Dove trovi la tua motivazione? Raccontacelo!!
Il prossimo 18 ottobre partirai tra i competitivi dell’half o della maratona, o cercherai la tua dimensione nel passo libero e nello spirito non agonistico della Sea Run?

Sono mesi che la stai aspettando

Quella sveglia che suona alle 5,30 sono mesi che la stai aspettando.La lasci vibrare tempo tre secondi, e sei già seduto sul letto con i piedi per terra, il cervello

Quel viaggio chiamato Maratona

L’infinità di magliette da corsa impilate nel mio cassetto è un mondo con un suo senso e una sua logica. Di ognuna saprei raccontare la storia, la gara da cui

La data gialla che si avvicina

Uno dei momenti più belli della vita da runner è fissare le gare in calendario.Ti ritrovi lì, davanti ad uno schermo che sembra una battaglia navale, ad incastrare gli allenamenti

Brava mamma sei la vincitrice

C’è una cosa che non può essere chiusa nel mio cassetto del runner. Sono 3 fogli A4 uniti con lo scotch trasparente a formare una sorta di striscione, su cui troneggia una scritta

La canotta rossa

Oggi dal mio cassetto del runner ho deciso di tirare fuori un ricordo lontano nel tempo, ma per nulla sbiadito. Perché se ci penso, mi sembra di tornare dentro quei

Torna in alto